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Foto © S. Hardersen

L'area è gestita dall'Ufficio territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Tarvisio, si estende per 24000 ettari in provincia di Udine, tra le Alpi Carniche e Giulie al confine con Austria e Slovenia. La Foresta comprende due riserve Integrali: Rio Bianco (378 ha) e Cucco (21 ha). Le principali specie arboree sono l'abete rosso, il faggio e l'abete bianco mentre sui terreni meno strutturati sono presenti il larice, il pino silvestre e il pino nero d'Austria. La foresta di Tarvisio è l'unica area del progetto in cui è presente la forma funereus del coleottero Morimus asper.


Foto © Archivio CNBF

La Riserva Naturale Orientata di Bosco Fontana è gestita dall'Ufficio territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Verona ed è situata in provincia di Mantova. Questo bosco di 230 ettari è uno degli ultimi residui delle antiche foreste planiziali (con farnia e carpino bianco) della Pianura Padana e si presenta come un'isola all'interno di un territorio fortemente antropizzato. Per questo motivo la Riserva ha una notevole importanza conservazionistica. Uno degli scopi dell'attuale gestione è l'incremento del legno morto a tutela della fauna saproxilica. Tra le specie inserite nel progetto, sono presenti Lucanus cervus, Cerambyx cerdo e Morimus asper.


Foto © M. Bardiani

L'area, di competenza dell'Ufficio territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Pratovecchio (AR), si estende per 5289 ettari, lungo il crinale appenninico tra Emilia-Romagna e Toscana. Le Foreste Casentinesi sono tra le più naturali d'Europa e hanno il loro nucleo nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino (764 ha), dove i tagli sono stati abbandonati da più di 100 anni. Le tipologie forestali presenti sono le faggete, i boschi misti di abete bianco e faggio, le abetine e i boschi misti caratterizzati dalle querce. Le Foreste Casentinesi ospitano almeno quattro delle specie di Coleotteri saproxilici indagate dal progetto: Lucanus cervus, Osmoderma eremita, Morimus asper e Rosalia alpina.


Foto © E. Maurizi

L'area è gestita dall'Ufficio territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Castel di Sangro (AQ) e si estende per quasi 20000 ettari, per la maggior parte su terreni montuosi e comprende vari ambienti (praterie, boschi, zone umide). Una parte del territorio ricade nel Parco Nazionale d'Abruzzo ed in altre zone protette a livello regionale. Il faggio è la specie arborea dominante; altre essenze sono il tasso, l'agrifoglio, il cerro e la roverella. Alcune zone sono difficilmente accessibili e questo permette l'accumulo di legno morto. Tra i coleotteri saproxilici oggetto di studio, sono certamente presenti almeno Rosalia alpina, Morimus asper e Cerambyx cerdo.


Foto © P. Audisio

La Riserva Naturale "Bosco della Mesola" (1500 ha) si trova in Provincia di Ferrara a circa 16 km dalla costa adriatica ed è compresa nel Parco Regionale del Delta del Po. La riserva ospita il Bosco della Mesola, un bosco planiziale costiero residuale di elevata importanza conservazionistica dominato dal leccio e con presenza di farnia, carpino bianco e frassino. L'abbandono della gestione tradizionale del bosco a partire dagli anni 70 del secolo scorso ha permesso l'invecchiamento indefinito delle specie arboree e l'incremento di legno morto, favorendo così la presenza di popolazioni di coleotteri saproxilici d'interesse comunitario, tra i quali almeno tre specie inserite nel progetto: Cerambyx cerdo, Morimus asper e Lucanus cervus. La presenza di Osmoderma eremita non è mai stata accertata all'interno del Bosco della Mesola, ma rilevata in varie aree limitrofe.